Io lo so che ho messo il dito nella piaga.
Quando sono stressata mi si tolgono i filtri, e sono molto più diretta, sincera e franca di quanto non capiti di solito. Non c’è più quel cuscinetto che ammorbidisce le mie parole, o che me le fa rimangiare quando stanno per uscire.
Quando sono così stanca di tutto le parole escono, e vanno dritte al punto, a colpire il nervo.
Perché arrivi ad un punto in cui sei stufo di cazzate, dette o viste, e sai bene dov’è la verità e vedi alla perfezione le bugie che ti stanno propinando. E tu vuoi solo vedere quanto riescono a consumarsi le unghie sul vetro, prima di capitolare e dirti che hai perfettamente ragione.
“Tu mi controlli”
IO TI CONTROLLO?
Non ti ho mai chiesto niente. MAI. NIENTE. Niente di nessun tipo, niente di privato, personale, niente che tu non volessi raccontarmi già in maniera autonoma e spontanea. Ho solo osservato e ascoltato, e sinceramente, mai usato niente di tutto questo contro di te. Tu hai chiesto. Hai guardato la mia posta, passato in rassegna il mio cellulare, le mie foto, i miei messaggi. Hai voluto sapere, sempre, tutto. E se per caso non volevo farti sapere qualcosa, me la smenavi per giorni, con le tue battute. Ma certo, ovvio, sono io che ti controllo.
“Metto solo le mani avanti, non farti illusioni”
Perché, cavolo, perché è così difficile capirlo?
Ho detto che voglio scopare con te, non che voglio rinchiuderti nelle segrete del mio castello, come una novella barbablu.
Certo, ho quasi 33 anni e apparentemente sono single. Ma questo non fa di me una donna sull’orlo di una crisi di nervi, alla disperata ricerca di un compagno per la vita che la “farcisca” prima che il suo orologio biologico la smetta di ticchettare.
Se dico che mi piace passare del tempo con te, non vuol dire che mi immagino che ci teniamo per la mano come novelli innamoratini, a fare picci picci tutto il tempo.
Se dico che ho bisogno di un abbraccio, quello di cui ho bisogno è esattamente quello: UN SOLO FOTTUTISSIMO ABBRACCIO. Perché mi sento sola e con tutto il mondo contro, e ho bisogno solo di sapere che c’è fisicamente quella spalla amica su cui piangere. Un abbraccio non vuol dire che poi andrò in giro a dire a tutti che siamo fidanzatini, un abbraccio non vuol dire che mi hai giurato amore e fedeltà eterna.
Mi ci è voluto un sacco di tempo, ma se dico qualcosa, io intendo realmente quella cosa. Se dico che mi sta bene così, mi andrà davvero bene a quel modo.
E se poi in realtà non è vero, credimi, quello sarà solo un problema tra me e me, saranno cazzi miei se una cosa che ti ho detto mi fa piacere, in realtà mi urta nel profondo, e non verrò mai a rinfacciartelo.
Però invece se io dico una cosa, tu pensi che dietro ce ne sia un’altra. Se dico una cosa, dietro di certo c’è la fregatura. Se dico una cosa, beh, io sono donna, sto di certo solo pensando all’abito bianco, ai figli, al nostro nido d’amore e chissà quali altre cazzate.
E fino a che questi sospetti, queste presunzioni, saranno predominanti nei nostri rapporti, allora forse è giusto che non si vada oltre al “buongiorno, buonasera”, e tanti cari saluti a tutto il resto.