Volevo chiederti scusa per essere stata così insistente questa sera. E’ solo che ad un certo punto, oggi, mi ha preso male, e l’unica cosa a cui riuscivo, e riesco tuttora a pensare, è che non volevo rimanere da sola, stasera.
Non erano le attività che avremmo svolto, ad interessarmi. Potevamo pure rimanere due estranei sul divano, indaffarati nei rispettivi cazzi, e due estranei nel letto, ognuno sul proprio lato. Ma quella presenza umana lì vicina mi avrebbe dato un enorme sollievo. Ma non ti preoccupare, in qualche modo combino, combino sempre quando ho momenti di questo tipo. In un certo senso, forse, quella mia insistenza è stata dettata dal tuo “buttati, corri dei rischi”. E io mi sono buttata, ho provato a vedere se per una volta potevo essere io a definire un’incontro.
Ma al solito, sono un’incapace in questi lanci: non mi riesce neppure di dire chiaramente quello di cui ho bisogno, non mi riesce di spiegarmi come vorrei, come è già chiaro nella mia mente, per evitare incomprensioni e fraintendimenti. Al solito, mi faccio prendere dal panico e dalla paura, e comincio ad annaspare e ad affrontare le cose col piede sbagliato.
Ho ancora tanta strada da percorrere, e in certi momenti, non lo so, ho come l’impressione che non arriverò mai da nessuna parte. Ho l’impressione che nonostante i suggerimenti e le indicazioni, io continui a girare in tondo, e non ci sia via d’uscita.